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[Cinema] A Scanner Darkly

A Scanner Darkly
Richard Linklater
2006, 100’

Filosofia pulp con un pizzico di fantascienza. Consigliato a chi ha visto Matrix e non si è fermato al kung-fu e chi ama scenari distopici. Perfetto per un cineforum.

Il mio interesse per questo film risale al lontano 2006: si parlava di un imminente film con Keanu Reeves e Robert Downey Jr. tratto da un romanzo di Philip K. Dick e girato con tecniche di rotoscoping digitale. Insomma, irresistibile! :)

Come sovente accade, persi la sua uscita cinematografica (peraltro molto limitata) e quel titolo mi rimase impresso come un puntatore ad una sezione vuota, preallocata, della mia memoria. Finalmente ho rimediato ed ora provo a farne una piccola recensione/analisi da pseudointellettuale :P

Probabilmente mi lascerò scappare qualche spoiler. Vi ho avvertiti…

Ahimè, non ho ancora letto nulla di Philip K. Dick; quindi il mio giudizio è squisitamente cinematografico quando affermo che l’atmosfera costruita dal buon Richard Linklater (meglio noto ai più per il suo eccelso School of Rock) riesce in alcuni momenti ad eguagliare quelle di Ridley Scott o Steven Spielberg.

La trama, in linea di massima, è piuttosto semplice: il protagonista è Robert Arctor, un agente sotto copertura che, quando si trova negli uffici della Narcotici, è noto solo come Fred e indossa (così come i suoi colleghi) una speciale tuta che lo rende completamente irriconoscibile. Arctor è l’anfitrione di un gruppo di tossici accomunati dalla passione per la Sostanza M, una droga capace di creare dipendenza perfetta e assoluta e che tiene sotto scacco la società degli Stati Uniti; ospitandoli in casa propria, Arctor spera di guadagnarsi la loro fiducia ed arrivare a qualche grosso trafficante di Sostanza, ma le cose si complicano quando i suoi superiori gli chiedono di spiare se stesso.

Tra i pregi tecnici del film citerei la tecnica di animazione al rotoscoping chemostra la corda solo in rare occasioni, creando in compenso un mondo onirico che sembra visto attraverso i filtri della Sostanza; le magistrali interpretazioni (specie quelle di Reeves e Downey Jr.); i dialoghi più “leggeri”, dotati di un tocco pulp spettacolare. È bene notare che Dick ha scritto il romanzo mentre viveva effettivamente con una banda di tossicodipendenti, quindi definire “verosimile” lo slang del film è quasi un eufemismo…

Basato sul tema della dittatura delle tossicodipendenze (i parallelismi con Infinite Jest sono parecchi), il film mantiene un ritmo introspettivo che rende alcuni passaggi un po’ difficili da digerire, soprattutto nelle fasi che precedono il climax finale, e che lo fanno quasi sembrare più lungo dei suoi 100 minuti effettivi. Un’esposizione meno autoindulgente avrebbe probabilmente portato ad un vero capolavoro; nel complesso, tuttavia, si tratta di un’apprezzabile eccezione rispetto al precedente Paycheck e al successivo Next, due action movie di certo più frenetici, ma nei quali le geniali intuizioni di Dick venivano sfruttate al minimo delle loro potenzialità.

Scanner, al contrario, analizza a fondo il problema posto dall’autore: se l’intelligenza proviene dalla nostra capacità di osservarci mentre pensiamo, cosa succede quando questa facoltà viene alterata o abusata? Quando Fred cerca di incastrare Arctor ed entrambi vivono in un cervello i cui emisferi sono sul punto di dissociarsi l’uno dall’altro per colpa della Sostanza?

Che cosa vede una scanner? Vede dentro la testa? Vede dentro il cuore? Vede dentro di me? Dentro di noi? Vede in modo chiaro o oscuro? Spero che veda in modo chiaro, perché io non riesco più a vedere dentro di me. Io vedo solo tenebre.

Spero per il bene di tutti che lo scanner veda meglio. Perché se lo scanner vede in modo oscuro così come me allora sono dannato, dannato per sempre.

Bene ha fatto Linklater a puntare tutto su quest‘aspetto della trama. La cospirazione che fa da sfondo alla storia viene solo accennata, senza scadere nel tipico «è tutta colpa di…»: non c’è colpa né morale, ma solo l’errore di chi si abbandona alla Sostanza (l’errore della generazione di Dick) e l’agghiacciante, implacabile punizione.

    • #Cinema
    • #Fantascienza
    • #Philip K. Dick
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  • 1 anno fa
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